Migranti e scafisti, oltre la vergogna

barcone

Oggi c’è stato il Consiglio europeo straordinario a Bruxelles per affrontare il dramma dei migranti nel Mediterraneo. Purtroppo è stata necessaria l’ennesima enorme strage in mare per far decidere una sonnolenta Europa a darsi una mossa.

Tra le proposte: distruggere i barconi dei trafficanti prima della partenza, aumentare significativamente le risorse per le operazioni Triton e Poseidon e sostenere i paesi africani per il controllo delle frontiere.

La volontà si scontra con la praticabilità: come fare a distruggere i barconi, se il governo libico si oppone o comunque non appare un interlocutore credibile? Ma almeno la volontà sembra maturata: “I leader Ue si impegnano a fare sforzi sistematici per identificare, catturare e distruggere i barconi prima che essi siano usati dai trafficanti” e sollecitano Mogherini a “cominciare immediatamente la preparazione di possibili operazioni di sicurezza e difesa” con copertura Onu: è quanto è scritto nella bozza di conclusioni.

Quanto al soccorso in mare, l'operazione Triton (che è solo un’azione di sorveglianza delle frontiere marittime, realizzata a poche decine di miglia dalle acque costiere italiane) vedrà solo un potenziamento dei fondi, non un suo vero mutamento: molti Paesi, infatti, continuano a pensare che estendere il soccorso sia un indiretto incentivo per i trafficanti.

C’è in campo, finalmente, anche la volontà di distribuire l’accoglienza tra i vari Stati, magari con una divisione automatica in base alla ricchezza e alla popolazione di ciascun Paese.

Si prevedono anche aiuti veri per le nazioni da cui transitano i migranti, per prevenire o almeno ridurre i flussi degli irregolari, che non hanno motivi di persecuzione e quindi titolo per ottenere lo status di rifugiato.

Ieri Matteo Renzi al Senato si è dichiarato fiducioso sul fatto che l’Europa cambi passo. Il Presidente Mattarella ha sollecitato l’UE perché ponga fine a questo ignobile traffico fatto da indegni mercanti di esser umani. Napolitano e Tonini, nei loro splendidi interventi di ieri, hanno collocato il fenomeno entro una più complessa visione di politica estera.

L’Aula, salvo la Lega Nord, si è unita su una risoluzione non di circostanza, anche per accentuare azioni in grado di portare la Libia ad un governo di intesa nazionale; per un salto di qualità nelle politiche di sviluppo economico nei confronti dei paesi del Medio Oriente più bisognosi di aiuto, vista anche la quantità di rifugiati che si stanno concentrando sul loro territorio.

Ma più efficace di tutti è stato Papa Francesco, quando ha ricordato in due parole che i migranti sono fratelli, COME NOI.

Stefano Lepri

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