Set 172014
 

lavoro

L’emendamento del governo depositato stamattina in Commissione lavoro è chiaro: le nuove assunzioni a tempo indeterminato, per giovani e non, saranno a tutele crescenti. L’articolo 18 continuerà dunque ad applicarsi per chi già ne beneficia; per i nuovi contratti, in caso di licenziamento, ci sarà un indennizzo commisurato all’anzianità di servizio, l’ASPI e servizi efficaci per il ricollocamento.
Ne esce, insomma, come anch’io avevo suggerito con alcuni emendamenti, un doppio canale: restano i diritti acquisiti, ma per tutti i nuovi si applica la flexicurity, adottata dalle migliori esperienze europee. Chi ha le tutele dell’articolo 18 potrà, verosimilmente, anche optare per il nuovo regime, scambiando maggior reddito con la rinuncia alla certezza del posto fisso.

Le imprese (specie quelle straniere che vogliono investire in Italia) non avranno più scuse nell’assumere un lavoratore a tempo indeterminato e avranno un codice semplificato, in inglese, del diritto del lavoro. Insomma, se approvata, la delega sarà non solo un’operazione di giustizia a favore di chi non ha tutele, ma anche un grande fattore di competitività per l’Italia che produce.

Leggi l’emendamento del governo

 

Nuovi contratti, Renzi supera l’art. 18 (La Stampa 18 settembre 2014)

Il Pd si spacca, sindacati verso lo sciopero (La Repubblica 18 settembre 2014)

 

Guarda la mia intervista  a Diciannove e quaranta di Giovanni Floris su La7.

 

Intervista del Senatore Stefano Lepri al TG1 di mercoledì 17 settembre 2014 sull’emendamento del governo al Jobs act,

 

 

 

Stefano Lepri

  One Response to “CONTRATTO A TUTELE CRESCENTI, IL DADO E’ TRATTO”

  1. Ma ci saranno gli stessi diritti del 18 per i vecchi asunti?

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