Terzo settore, per il Governo è il primo

Ieri il Premier Renzi ha twittato la notizia della presentazione di linee guida per il terzo settore, su cui il Governo ha aperto le consultazioni. Entro un mese si potranno spedire osservazioni e integrazioni; altri quindici giorni e il Governo proporrà una legge delega. Sarà poi il Parlamento ad approvare tali indirizzi, magari integrandoli e il Governo li articolerà, successivamente, attraverso un decreto avente valore di legge. Oppure sarà il Parlamento ad approvare leggi coerenti con i principi della delega.

Il testo è molto ricco, completo e contiene le maggiori sfide che le organizzazioni del terzo settore, a cominciare dal Forum nazionale, hanno in questi ultimi anni rappresentato, senza che nulla di decisivo sia accaduto.

La grande stagione legislativa degli anni ’90 ha visto approvate le norme sul volontariato, sulla cooperazione sociale, sull’associazionismo di promozione sociale, sulle ONLUS. Gli anni duemila hanno segnato nuovi progressi, con la legge sul cinque per mille e sull’impresa sociale, ma anche un calo di attenzione e di iniziativa innovativa. Oggi si sente l’esigenza di mettere insieme, coordinare e armonizzare il quadro complessivo; di delineare nuove sfide riconducibili anche alle politiche pubbliche, oltre che al quadro normativo.

Personalmente sono poi soddisfatto perché il contributo che ho dato in questi mesi, sia con il disegno di legge di riforma dell’impresa sociale, sia con l’emendamento al decreto semplificazioni relativo alle modifiche al libro primo del Codice civile, è stato ampiamente recepito nel testo del Governo.

L’elenco delle riforme che ci attendono è molto articolato e il Governo, su questo tema così importante, sembra avere determinazione, idee chiare e una visione d’insieme. Speriamo che, anche per il terzo settore, sia la (s)volta buona. (foto famigliacristiana.it)

Stefano Lepri

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