Giu 192013
 

 

L’inizio della settimana ha registrato due vicende molto delicate.

La prima: il cosiddetto “decreto del fare” ha varato finanziamenti per nuove opere pubbliche, dove è evidente la penalizzazione del Piemonte: nessuna risorsa significativa per noi, salvo per l’intervento di ammodernamento della ferrovia con la Val d’Aosta. Dalle altre parti invece i soldi ci sono: ad esempio, si finanziano le metropolitane di Roma, Milano e Napoli, non di Torino. La ragione ufficiale: sono stati finanziati solo i progetti definitivi, che noi non avremmo portato. Temo che qualche responsabilità Regione, Provincia ed enti locali ce l’abbiano. Di sicuro paghiamo l’assenza di ministri e sottosegretari dal Governo. E anche i parlamentari piemontesi devono imparare a fare squadra, anche perché gli altri lo fanno da tempo. Ora su questo punto stiamo cercando di recuperare e contiamo di riequilibrare in sede emendativa il provvedimento.

Seconda vicenda: la drammatica situazione dei conti della Regione Piemonte. Qui ritornare sulle responsabilità serve a poco: il debito l’ha fatto soprattutto il centrodestra con Ghigo e anche con Cota, ma anche la giunta Bresso non è immune da responsabilità. Chi mi ha seguito negli anni scorsi sa che mi battei, quasi da solo, per porre la questione dei conti.

Tornando a oggi, i parlamentari piemontesi hanno deciso di dare una mano alla Regione, per permettere di spalmare lo stanziamento per coprire nuovi debiti sanitari (865 milioni) su almeno due esercizi (rispetto ai tre previsti dalla normativa contabile) e non soltanto nell’esercizio 2013, così da evitare tagli drammatici ai servizi. Questo appello, su mia iniziativa, è stato sottoscritto ieri (vedi allegato). Sembra che abbia già fatto effetto, perché la Regione pare l’abbia spuntata con il ministro Saccomanni.

Se sarà così, possiamo dire che l’intervento congiunto di tutti i parlamentari (compresi i Cinque stelle) è stato importante: abbiamo contribuito ad evitare di mettere in ginocchio la Regione Piemonte, già oggi più di altre investita drammaticamente dalla crisi economica e dalla contrazione di risorse pubbliche. Forse abbiamo dato una mano a Cota, ma in questi casi l’interesse dei cittadini viene prima di quello di partito.

Stefano Lepri

 

 

  One Response to “LA REGIONE CHIEDE AIUTO, ARRIVANO I NOSTRI (PARLAMENTARI)!”

  1. Visto e considerato ciò che la Finanza ha dichiarato a riguardo dei circa 2 milioni di euro spesi vergognosamente da 56 parlamentari del Consiglio Regionale,a discapito di tutti gli onesti cittadini che pagano le tasse anche per i disonesti,oltre ad aumentare la crisi economica,perchè non vengono restituiti tutti i soldi spesi illecitamente , accompagnati da interessi e multe aggiuntive causa l’illecito, così iniziamo a sanare qualche debito di sanità??? Gli sprechi in sanità continuano ad esserci perchè non si vuole avere il coraggio e l’onestà di volerli affrontare (visti i forti interessi che sono celati dietro le molte facce di politici e cittadini altolocati, come medici, primari,professionisti del settore che continuano a lavorare nel pubblico, ma in particolare nel privato, anche in mero e/o dopo il pensionamento); la sanità non è un’AZIENDA che produce, ma un SERVIZIO da erogare;pertanto il costo dei servizi esiste per forza, ma deve essere controllato dagli illeciti che convengono a molte persone, dagli abusi anche del pubblico, dai costi esagerati della farmaceutica e degli ausili, ecc.
    Altro argomento molto scottante ma che, come volontaria, combatto da sola negli ospedali,sono l’eccesiva presenza di figure assistenziali private,non regolari nè per professionalità, nè per competenza, tantomeno regolamentate da contratti (sono quasi sempre persone straniere, pensionati italiani che guadagnano in nero approfittando dei bisogni di molte famiglie sole che non sanno come assistere i propri familiari specie per la grave carenza conosciuta da anni di figure professionali e oss negli ospedali pubblici). Quanto lavoro ci sarebbe per persone disoccupate, quanti soldi recuperati se tutti pagassimo le tasse e l’economia inizierebbe a decollare perchè tutti possiamo spendere un po’ di più….! Perchè NON ESISTE LA VOGLIA DI AFFRONTARE QUESTI TEMI IN SANITA’??? Eppure la Finanza è al corrente di questi ultimi fatti descritti, visto che io stessa ho consegnato prove che confermano quanto accade ed è al corrente anche l’ospedale Molinette che ha regolamentato il lavoro privato in ospedale, senza fare controlli perchè le regole fossero rispettate! Grazie per aver dato la possibilità di scrivere, ma sarebbe onesto dare una risposta a tale scritto. Fulvia.

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