Mag 082013
 

 

Oggi ho depositato al Senato una mozione per contrastare i fenomeni di povertà estrema, sempre più presenti nel nostro Paese. L’hanno firmata molti colleghi del PD e ho motivo di sperare che sarà presto discussa e che troverà un largo consenso trasversale, anche alla Camera. I parlamentari sono infatti ben consci della drammatica crisi che, causa la crisi economica, ha colpito molte nuove persone e famiglie, con la perdita del lavoro, del reddito e quindi con l’impossibilità dell’autonomo sostentamento.

Di fronte a questo fenomeno ci si sarebbe aspettato un incremento delle risorse per combattere la povertà. Invece i Comuni sono stati tagliati, la Regione ha progressivamente ridotto i fondi per il sociale e lo Stato, salvo ripensarci un po’ quest’anno, li aveva praticamente azzerati. “Tocca ai Comuni”, ci avevano ricordato Sacconi e Cota. Comuni che manco sanno se potranno avere la loro quota di entrate legata all’IMU di giugno, visto che è stato deciso di non farla pagare.

I contratti di servizio con le coop sociali vengono, poco per volta, tagliati e i tempi di pagamento sono infiniti. Le associazioni di volontariato denunciano situazioni drammatiche, specie al Sud e nelle metropoli. “Non ce la facciamo più” è il grido di dolore e di aiuto arrivatoci in questi mesi dai Sindaci, dai Consorzi sociali, dalle Caritas, dal nonprofit.

Con questa mozione speriamo che il Parlamento vorrà considerare anche il contrasto alla povertà dilagante (oltre all’IMU, all’IVA, agli esodati, ai cassintegrati, ecc.) come un’urgente priorità delle prossime settimane. Ben sapendo che occorrono le riforme strutturali, senza le quali affrontare l’emergenza non risolve.

Stefano Lepri

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  6 Responses to “Combattere la povertà, bisogna muoversi!”

  1. Naruralmente sono d’accordisimo sulla proposta a cui hai aderito. Il problema è che i soldi dei cittadini vengono spesi malamente e, quindi, bisogna reperirne altri, tassando! Tassare i giochi è sacrosanto sopratutto quelli on-line giacchè sono quasi sempre gestiti dai “bravi americani” i quali pagano poche tasse in qualche paradiso fiscale! In questa tassazione, però si nasconde l’insidia di favorire il gioco, che sta distruggendo famiglie e persone moralmente labili. Bisognerebbe porre un freno a questa disgrazia planetaria e non, sostanzialmente, sperare che si incrementi !
    Ultimo problema: le persone vogliono scegliere personalmente gli enti e/o organizzazioni che gestiscono gli aiuti umanitari perchè tutte quelle organizzate o scelte dal mondo politico spesso non funzionano o sono ammorbate da dubbi di malgestione o corruzione. Quando “funzionano” spesso i costi di gestione si mangiano un “fettone” delle risorse disponibili. La beneficenza, in sostanza, viene notevolmente distolta a favore degli “organizzatori”. Utimo problema: chi accerta e come i reali stati di necessità? Il modello ISEE spesso serve a favorire gli evasori totali che oltre a non pagare le tasse, si appropriano di quelle pagate dai cittadini onesti.
    Come vedi bisogna prevedere molte cose che non sono di facile soluzione, Cari saluti. Giuseppe cicoria-
    PS.: gradirei capire meglio la tua vera posizione in questo disgraziato periodo politico dove il partito PD è giustamente in rivolta per il “tradimento” consumato ai danni dei suoi elettori, evitando di fare riferimento alle giaculatorie giustificative e menzognere veicolate a mezzo mass-media. La dignità non ha prezzo e non deve, quindi, mai essere messa in vendita!

  2. Ciao Stefano,sono convinto che questa sia una delle priorità di questo omento.

  3. Avanti cosi’ !!!!!!!!

  4. Per contrastare la povertà occorrono soldi. Perchè seguire sempre Berlusconi e togliere l’IMU? Non sarebbe più logico farlo pagare in base al reddito e in breve tempo adeguare i redditi catastali.
    Buion lavoro

  5. Probabilmente è da ripensare tutto il welfare,tagliando e/o togliendo un po’di stipendi a favore dei + bisognosi. Croce

  6. bravo stefano!!

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