TERZO SETTORE, dopo la legge bene i decreti, ma sulla COOPERAZIONE SOCIALE bisogna correggere

 

Stiamo discutendo in questi giorni i pareri sui decreti legislativi del Governo, prima delle definitiva loro approvazione.

Poichè le cooperative sociali assumono di diritto la qualifica di impresa sociale, non si comprende perché esse debbano veder limitato il loro campo di azione entro le sole attività previste nella legge 381/91, con un’evidente discriminazione rispetto agli altri soggetti giuridici.

In questo modo verrebbe meno il principio di neutralità delle forme giuridiche che il legislatore ha inteso sancire. Sarebbe una scelta inspiegabile, anche se si tiene conto che la cooperazione sociale è stata, finora, la forma giuridica prevalentemente adottata in Italia per svolgere attività d’impresa sociale.

Se qualche fatto vergognoso ha infangato la sua reputazione, ciò non può mortificare un fenomeno straordinario, che ha portato benessere e creato molta nuova buona occupazione.

Stefano Lepri

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