Apr 102016
 

grillo

Grillo, quello bravo almeno a fare il comico, nel suo spettacolo a Torino ha voluto strafare. Ha fatto finta (ma in fondo ci crede) di fare il padreterno, dando una simil comunione ai suoi adepti. Potete rivedere la sceneggiata su Lastampa.it.

L’imbarazzo di alcuni dei suoi, di quelli svegli, è stato lampante: anche il bravo consigliere regionale ha dovuto trangugiare il rospo (anzi il “corpo del Grillo”). Si dirà che si è trattato di uno scherzo, ma per me, e per la gran parte degli italiani, vale sempre il proverbio “scherza coi fanti e lascia stare i santi”.

Due cose mi hanno colpito: il delirio di onnipotenza del capo e comico, che sceglie la provocazione blasfema e la rafforza con il suo debordante super io; la conseguente arrendevolezza dei sudditi politici, ai cui tocca non solo obbedire ma anche ridere.

Dall’obbligo si salva solo la candidata a sindaco, che fa una smorfia e rifiuta l’ostia sacrilega. Ha una scusa che tiene: deve allattare. Ora, per dimostrare che ha la schiena dritta e non l’ha schivata col trucco, Chiara Appendino potrebbe dissociarsi pubblicamente. Ma sarebbe come dire che si dissocia dal padrone padreterno del Movimento. E non lo può fare.

Stefano Lepri

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