Set 092015
 

Lunedì ho depositato, come relatore, gli emendamenti sulla legge delega. Dopo molti incontri, suggerimenti e confronti siamo al dunque: oggi abbiamo cominciato la loro illustrazione in Commissione Affari costituzionali. Ora passeranno un paio di settimane, in cui verrà data la precedenza alla riforma costituzionale, ma subito dopo tocca al terzo settore, a cui il premier, lo ha ricordato in questi giorni, tiene molto. L’obiettivo è farcela ad approvarlo entro l’anno.

Innestati sul buon solco tracciato dal testo della Camera, i miei emendamenti puntano a migliorare decisamente il testo. I principali nodi, illustrati in allegato, riguardano questioni decisive, che spero possano trovare la giusta considerazione nel corso del dibattito parlamentare e anche tra i colleghi deputati.

Ci aspetta un duro lavoro, anche perché si tratta di una legge particolarmente complessa. Come ho detto ad alcuni giornali specializzati, abbiamo l’occasione unica di fare non solo un restyling o un formato unico delle norme (il che sarebbe comunque già importante), ma anche di anticipare e favorire una sorta di Fase 2 del terzo settore. Per fare questo ci vuole il coraggio riformista, anche disponibili a superare il certo per l’incerto. Io questo coraggio sto provando a metterlo e a sollecitarlo.

Leggi anche No al profit e addio alle onlus? Riparte la riforma del terzo settore (redattoresociale.it)

Stefano Lepri

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