Legge di stabilità: visione, coraggio e qualche dubbio

La Legge di stabilità presentata ieri da Renzi ha fatto colpo. Di sicuro non è la solita minestra degli anni scorsi, con poche misure coraggiose e tanti interventi spot, spesso disattesi.

Le cifre riassuntive non lasciano incertezze. Si punta a ridare slancio all’economia incentivando i consumi, con il bonus da 80 euro (confermato e allargato anche alle famiglie numerose e con un solo reddito) e rendendo facoltativo l’utilizzo immediato del TFR. Si sostiene l’impresa privata in modo davvero notevole, con un taglio drastico dell’IRAP specie per le aziende a forte intensità di lavoro e con l’azzeramento per tre anni dei contributi per le nuove (e aggiuntive) assunzioni a tempo indeterminato. Si aiutano i lavoratori, mantenendo l’impegno assunto nel jobs act di allargare gli ammortizzatori sociali ai precari e di ridurre il peso contributivo per le partite IVA. Terapia choc, quindi, per far ripartire un’economia da troppo tempo in letargo e sfiduciata e per levare ogni alibi agli imprenditori, che possono ora tornare a investire e ad assumere con meno tasse e più incentivi.

Le coperture sono finanziate soprattutto in deficit (speriamo che l’Europa non ci bacchetti troppo) e con una spending review con cifre mai viste, che quindi occorre meglio comprendere una volta che avremo il testo. I tagli sono divisi tra Ministeri, Regioni, Comuni e Province; finora non si capisce se saranno lineari o, come auspicabile, selettivi. A prima vista, il sacrificio chiesto a Regioni ed Enti locali (questi ultimi già ampiamente tagliati negli anni scorsi) appare notevole, forse insostenibile senza aumento delle tasse, delle tariffe o un taglio delle prestazioni. Chiamparino ha ragione a dire che i Ministeri hanno una burocrazia che sa difendersi meglio, anche se Renzi non sbaglia a rispondere che c’è margine per recuperi di efficienza in sanità.

Molto bene, infine, la copertura fatta anche con l’incremento delle rendite finanziarie, delle tasse sulle slot e con la lotta all’evasione.

Insomma, siamo ancora in attesa del testo definitivo e fermi alla presentazione delle slide, ma bastano e avanzano per capire che si tratta di un altro passo (salto) coraggioso e lungimirante del Governo per provare a tirare l’Italia fuori dalle secche. Con qualche dubbio ancora da chiarire e, se possibile, da sciogliere positivamente nel corso dell’iter parlamentare. (foto Ansa)

Slide Legge di Stabilità
Stefano Lepri

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