Nov 272013
 

Oggi abbiamo votato la decadenza di Silvio Berlusconi. Al di là del suo indiscutibile peso politico, qui (e sarebbe stato la stessa cosa per chiunque altro) c’erano una legge e delle sentenze da far applicare. Anche la scelta del voto palese è legittima: non un voto ad personam, ma una questione che riguarda, in generale, l’aula e la possibilità di poterne fare parte nel rispetto dei requisiti di eleggibilità.

Vi risparmio tutto l’iter, faticosissimo e le questioni di contenuto, noiosissime e per addetti ai lavori. Allego solo l’intervento della collega Lo Moro, che spicca per chiarezza e semplicità.

Con la decadenza di Berlusconi si apre una nuova stagione: ora la maggioranza è più risicata, ma comunque sufficiente a governare con sicurezza. E forse anche un po’ meno contradditoria. Dopo la separazione da Nuovo Centrodestra, era verosimile pensare a una divisione dei compiti: Forza Italia all’opposizione del Governo Letta, gli altri pienamente dentro. Che sia tattica non credo: hanno litigato forte e oggi se le sono dette di tutti i colori. Berlusconi vorrebbe fare a meno di Alfano, e viceversa, ma saranno costretti a marciare insieme alle prossime elezioni. Il rischio: che da due debolezze, insieme a sigle minori di destra e alla Lega, rinasca una forte coalizione stile Casa delle libertà.

Vedremo. Ora però, almeno per noi, non ci sono più scuse. Non si può più campare di antiberlusconismo. La politica, grazie al PD, deve rialzarsi, dopo vent’anni in cui è rimasta ferma.

Stefano Lepri

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