Part time nella pubblica amministrazione, incentiviamolo!

E’ stato approvato stamattina al Senato un mio emendamento al Decreto Pubblica Amministrazione, che favorisce il part time.

L’articolo che recitava “possono essere adottati bandi per assunzioni a tempo indeterminato con contratti a tempo di lavoro a tempo parziale” è stato modificato in “sono di norma adottati bandi per assunzioni a tempo indeterminato con contratti di lavoro a tempo parziale, salvo diversa motivazione”.

Potrà sembrare una modifica di poco conto, ma non lo è: se il decreto sarà convertito anche alla Camera, lo Stato, le Regioni e le Amministrazioni locali dovranno fare i prossimi bandi per reclutare personale prevedendo, salvo ragioni particolari, da giustificare, il loro futuro impiego a part time.

Se gli amministratori pubblici e i dirigenti pubblici si muoveranno con coerenza, si tratterà di una piccola rivoluzione silenziosa. Questa norma permetterà infatti di dividere tra più persone il nuovo lavoro pubblico, consentendo soprattutto a giovani qualificati maggiori opportunità. Permetterà inoltre maggiore efficienza, specie sui lavori usuranti, potendo contare, a parità di costi, su un maggior numero di personale. E darà modo di affrontare più facilmente la difficile conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, specie ai genitori con figli piccoli.

Oggi appare sempre più evidente l’esigenza di dividere il lavoro, nel pubblico e nel privato, tra tutti, evitando la paradossale situazione di persone oberate di lavoro a fianco di altre che non ce l’hanno, pur meritevoli. Il part time nel privato sembra complicato perché, si dice, le imprese perdono in competitività. Allora cominciamo almeno dal settore pubblico, che è al riparo dalla competizione internazionale.

Stefano Lepri

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