F35, stop a nuovi acquisti. Ora si approfondisca

Con la mozione approvata oggi al Senato abbiamo impegnato il Governo a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisto di aerei cacciabombardieri F35, senza che il Parlamento si sia prima espresso nel merito. Senza cioè un vero approfondimento delle caratteristiche, dei costi e dell’opportunità di realizzare un programma che sta destando non poche perplessità.

Ci sono dubbi, infatti, sulle qualità tecniche dell’aereo. I costi appaiono troppo elevati: l’intero programma impegnerebbe almeno 13 miliardi, a cui si aggiungerebbero i costi delle manutenzioni. Manca un vero disegno per realizzare un sistema europeo di difesa, con i conseguenti risparmi che ne possono derivare. Le ricadute occupazionali previste, molto enfatizzate soprattutto nel Piemonte, sembrano assai inferiori alle previsioni iniziali. Mettere in discussione il loro acquisto non è dunque da irresponsabili.

Bisogna d’altronde onestamente riconoscere che la spesa militare è stata ridotta del 19% in Italia, dal 2003 al 2012. Che l’Italia è all’ultimo posto nella spesa militare in percentuale tra i grandi paesi europei. Che se vogliamo ridurre l’influenza degli Stati Uniti occorre un sistema integrato di difesa europea. Che la Costituzione, nel ripudiare la guerra, impegna tuttavia a garantire e organizzare la difesa della Patria. Che l’Italia è al centro del Mediterraneo, in un contesto di grande turbolenza.

E tuttavia: la pace si costruisce meglio (o almeno anche) con l’educazione alla convivenza mondiale; con la diffusione di internet e la libertà di espressione; con gesti di riconciliazione tra popoli e leader; con pratiche diffuse di difesa popolare nonviolenta; depotenziando i conflitti, a cominciare da quelli interpersonali e di gruppo; favorendo la cooperazione internazionale e il governo mondiale della politica e dell’economia.

Dunque occorre progressivamente disarmarsi, con profezia e realismo. Questo è l’approdo, faticoso ma inevitabile, a cui tendere. In questa prospettiva va letto lo stop – e il verosimile ripensamento per cui mi batterò – del programma F35.

Stefano Lepri

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