Dopo le vicende di Bussoleno, la politica abbassi i toni

 

 

 

 

L’assedio e gli insulti da noi subiti l’altro ieri a Bussoleno durante una normale assemblea degli iscritti PD di Valle e le minacce a te rivolte ieri sono, senza dubbio, inaccettabili.  Senza la protezione delle Forze dell’ordine certamente non avremmo potuto svolgere la nostra riunione; forse sarebbe capitato di peggio.

Il Tav è un’opera (una ferrovia per ridurre il traffico su gomma, non un arsenale militare!) probabilmente utile, i cui costi sono tuttavia molto elevati, anche tenendo conto di alternative di investimento.   La questione, insomma, non è dichiarare se si è per la decrescita felice o per lo sviluppo senza limiti ma è calcolare, con verità, il costo effettivo e il ritorno sul lungo periodo dell’investimento, sapendo che anche per le opere pubbliche occorre muoversi con razionalità economica.

Tuttavia la questione di oggi è un’altra: come si può garantire il libero diritto di espressione e una dialettica, anche dura, ma sempre rispettosa degli interlocutori e delle idee contrarie.

Il fronte No Tav vede molte persone che operano e si confrontano ispirate al principio della nonviolenza, mentre pochi altri usano strumenti di lotta da condannare e contrastare senza alcun dubbio.

E noi amministratori?  Le opinioni vanno espresse con franchezza e vale tra noi il principio della decisione a maggioranza; non è questo un caso in cui invocare la libertà di coscienza. Abbiamo peraltro un altro obbligo, tanto più in quanto onorevoli: tenere sempre, nell’interlocuzione con i cittadini, singoli o associati, una relazione aperta, rispettosa, mai offensiva o provocatoria. Non ci è permesso di alimentare, anche involontariamente, sentimenti e comportamenti di ostilità, di inimicizia, di delegittimazione verso le istituzioni e i partiti.

Tocca dunque a noi politici, soprattutto a quanti sono su questo tema in prima linea, cominciare a depotenziare il conflitto ed abbassare i toni.

Stefano Lepri

3 Commenti

  1. paolo

    Caro Stefano, condivido in pieno con te le ultime due righe e le sottoscrivo. Non condivido però lo stato di non chiarezza, di galleggiamento, di ambiguità che rilevo rispetto al progetto; ed è proprio questo che aiuta ad alimentare nella politica e nei cittadini il malcontento verso una classe dirigente che in realtà non è più da tempo in grado di dirigere nessuno, bensì si muove più con senso di appartenenza ad una linea di corrente, a volte anche demagogicamente, che con vero senso di responsabilità verso il paese ed il suo futuro. Sempre con amicizia, ciao. Paolo Berger.

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