Set 142012
 

 

 

 

Martedì scorso ho fatto il relatore di minoranza del Rendiconto 2011. I dati della relazione la dicono lunga sulla difficoltà della nostra Regione. Urgono interventi drastici, purtroppo, ma capaci di garantire l’equità e la tutela delle persone e delle famiglie più deboli.

Per opportuna conoscenza ti invito anche a sfogliare le slides della conferenza stampa fatta dal Gruppo consiliare regionale del Partito Democratico sull’assestamento 2012.

 

Leggi il testo della mia relazione:

LEPRI Stefano, Relatore di minoranza

DDL n. 280 “Rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2011”

 

Quando si discute un rendiconto l’attenzione è molto limitata, anche perché si pensa che si tratti di un fatto scontato. In realtà, così può anche non essere nella misura in cui occorre rappresentare la drammaticità dei conti che oggi andiamo a discutere e ad approvare.

Un rendiconto che prende atto anzitutto, in modo particolare, del disavanzo dell’anno 2011, pari a 484 milioni di euro. Si tratta di una cifra a cui siamo –  purtroppo – abituati, ma che avremmo pensato non vi fosse, perché è bene ricordare a quest’Aula che noi abbiamo votato un bilancio preventivo 2011 che prevedeva un avanzo di 400 milioni di euro e questo avanzo è stato in qualche modo promesso, assicurato anche nel corso di tutta la discussione del bilancio preventivo 2012. Non a caso, nel corso della discussione in I Commissione, avevamo richiesto con forza che, prima di approvare il bilancio preventivo 2012, venisse approvato il consuntivo 2011, perché temevamo – eravamo facili profeti di sventura! – che quella cifra, quell’avanzo previsto fosse un’intuizione di fantasia (diciamo così). Puntualmente le nostre previsioni si sono registrate e oggi, appunto, prendiamo atto che il disavanzo è di ben 484 milioni di euro.

Ora, avendo già avuto modo – ahimè – di cominciare a discutere anche dell’assestamento del 2012, non possiamo che prendere atto che questi esiti si stanno trascinando e con l’assestamento (ma questo non è oggetto della discussione di oggi) si intende trascinare queste perdite sugli esercizi successivi al 2012.

In realtà, con questo rendiconto noi ci portiamo sugli anni successivi (compreso il 2012, ma soprattutto i successivi) quasi 1,5 miliardi di euro di eredità (mi rendo conto che il ragionamento è molto generico, generale e impreciso). I 400 milioni di euro promessi e non registrati di avanzo, i 484 milioni di euro di disavanzo accertato, i mutui che non si poteva che ridurre in fase di assestamento 2012 e le promesse alienazioni previste in preventivo 2012, che poi abbiamo già avuto modo di vedere ampiamente ridimensionate nell’assestamento, ci fanno dire che questo è il carico di promesse non mantenute che, tra preventivo 2011, rendiconto 2011 e preventivo 2012, stiamo discutendo in fase di assestamento.

Come dicevo, in assestamento avremo da fare ragionamenti drammatici, ma mi fermo su quelli del rendiconto 2011, che tra l’altro portano come debiti latenti anche due situazioni piuttosto difficili, che sono quelle del ricorso da parte di Unicredit per la Fondazione Mauriziano e del ricorso sul TPL per circa 220 milioni di euro.

Poiché non voglio farla lunga, mi restano da fare due considerazioni che mi sembrano cruciali e che riguardano, da un lato, gli accertamenti delle entrate e, dall’altro, gli impegni di spesa corrente. Quello che appare assolutamente evidente è che le entrate che sembravano essere così drammaticamente calanti, in realtà, da un confronto 2009-2010-2011 (parlo di accertamento), così non sono.

Il calo di entrate che è stato paventato e non solo, ma anche registrato, risulta a consuntivo assai meno evidente di quello che ci saremmo aspettati perché, escludendo i titoli IV, V e VI e concentrandoci sui tributi propri e sui trasferimenti dallo Stato e sulle entrate extratributarie, il confronto 2009-2010-2011 registra differenze minime: passiamo dai 10,700 miliardi di euro del 2009 a 10,626 del 2010, ai circa 10,450 miliardi del 2011. Quindi siamo a 170 milioni di euro in meno di entrate, che non sono propriamente una disfatta. Certo, i trasferimenti da parte dello Stato sono molto di meno, ma per esempio i tributi propri – e questo va a merito degli uffici dell’Assessorato e dell’Assessore – sono cresciuti.

Quindi, da un lato, quello che noi registriamo è che siamo di fronte a somme accertate in entrata che descrivono certamente un trend decrescente, ma non così chiaramente decrescente come ci saremmo potuti aspettare, perché i trasferimenti da parte dello Stato diminuiscono notevolmente di oltre 500 milioni di euro, ma aumentano invece i tributi propri e le entrate extratributarie.

L’altra osservazione – questa invece ancora più eclatante nella sua chiarezza – riguarda il confronto 2009-2010-2011 per quanto riguarda gli impegni. In realtà, quello che voglio rappresentare è semplicemente questo: che noi non abbiamo praticamente fatto nulla per ridurre la spesa corrente e cioè gli impegni. Ricordo le cifre degli impegni: 10,531 miliardi nel 2009; 10,535 miliardi nel 2010; 10,004 miliardi nel 2011, a cui vanno aggiunti circa 500 milioni per il trasporto ferroviario che sono stati decurtati perché trasferiti sull’esercizio successivo.

In sostanza, tutte le dichiarazioni roboanti del centrodestra che avrebbero dovuto mettere mano alla spesa, nel 2011 (lasciamo il 2010, che era un anno ancora a cavallo tra le due Amministrazioni) non si vedono minimamente. Siamo a settembre del 2012: temiamo che lo stesso effetto di trascinamento della spesa avverrà anche nel 2012, ma evidentemente ci aspettiamo, a questo punto, che la spending review della Giunta possa fare ciò che finora non è stato fatto. Lo dico in modo ironico perché, avendo visto ciò che viene scritto nella delibera di proposta al Consiglio, riteniamo che la strada per un contenimento effettivo della spesa sia ancora lunga.

Stefano Lepri

 

 

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