Contributi alle spese? La sinistra non si fida

22/09/2011

Sanità, no dei sindacati alla proposta di Cota

ALESSANDRO MONDO
TORINO

 

Il giorno dopo la proposta avanzata in Consiglio da Roberto Cota e poi confermata dall’assessore Monferino – valutare in alcuni ambiti della spesa sociale, come i ricoveri degli anziani nelle Rsa, la compartecipazione dei nuclei in base al reddito e al quoziente famigliare – maggioranza e minoranza prendono posizione. Con una sorpresa: anche nel fronte delle opposizioni, quasi sempre in rotta di collisione con la giunta, le reazioni sono sfaccettate. Niente a che vedere rispetto ai primi «no», tassativi, dei sindacati. «Siamo contrari a modifiche della normativa – avverte Giovanna Ventura, Cisl Piemonte -. Se costretti, ricorreremo in sede giudiziaria».

Il primo a schierarsi è il Pd. «L’unica novità emersa da Cota è la proposta di una compartecipazione alle spese da parte delle famiglie dei lungodegenti», commenta Aldo Reschigna, il capogruppo. Salvo precisare: «Un tema già avanzato dal volontariato e anche dal Pd. Peccato che manchi un progetto definito, né sono arrivate altre proposte che chiariscano attraverso quali politiche la Regione intende accorciare le liste d’attesa. Non firmeremo cambiali in bianco». Mentre Stefano Lepri ritiene importante, semmai, un meccanismo che consenta di accertare la consistenza del patrimonio dei ricoverati nelle Rsa anche nei cinque anni precedenti al ricovero. Mauro Laus è sulle barricate: «La giunta pronta a far pagare altre spese alle famiglie dei malati: ignorata la legge e le sentenze dei giudici sulle liste d’attesa».

Andrea Buquicchio, dell’Italia dei Valori, non chiude alla proposta del governatore – «il contributo delle famiglie per mantenere gli anziani nelle Rsa è un principio di per sè equo» – ma la vincola ai redditi alti e alla diminuzione dei costi tra Regione ed enti locali. «E’ utile introdurre anche per la quota del 60% a carico dell’Asl il criterio del reddito solo per le prestazioni ad alta integrazione socio-sanitaria previste da appositi accordi tra Asl e Comuni», interviene Andrea Stara, Insieme per Bresso. Pollice verso da parte di Monica Cerutti, Sel: «La volontà di Cota e Monferino contraddice il principio di legge secondo cui gli anziani non autosufficienti o persone con gravi handicap debbano contribuire solo sulla base dei loro redditi e beni».

Dibattito aperto anche in maggioranza. «Le prestazioni non possono essere universalistiche ma vanno commisurate al reddito», riflette Gian Luca Vignale, Pdl. Ok al principio, insomma, «che però va declinato». Sempre in tema di Sanità, l’Associazione promozione sociale lancerà una petizione chiedendo, in primis alla Regione, di tutelare otto diritti per i cittadini, specie i più deboli: compresa l’eliminazione delle liste d’attesa per un posto letto convenzionato nelle Rsa.

fonte: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/421421/

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