Turismo

Molte cose positive sono state fatte in questi anni e va riconosciuto come soprattutto Torino abbia beneficiato dell’evento olimpico, trasformandola in un luogo di attrazione turistica a livello internazionale.

Importante è anche l’attività di rilancio delle destinazioni turistiche minori, come le Valli di Lanzo, che pur esterne al grande afflusso turistico stanno individuando una propria vocazione.

Personalmente intendo seguire due linee di azione, complementari ad altre messe in atto in questi anni.

La prima è quella di verificare la vocazione del territorio piemontese, in particolare quello collinare e montano, ad un turismo stanziale qualificato, in particolare proveniente dall’estero, che ha il duplice beneficio di contribuire alla domanda di beni e servizi locali e di favorire il mantenimento e la riqualificazione di importanti zone del territorio.

Si tratta di un tipo di sviluppo che in altre regioni, come la Toscana, hanno visto la valorizzazione di porzioni del territorio che grazie a ciò, invece di subire un progressivo abbandono, sono state rivitalizzante e abbellite.

Ritengo che vi siano ampie zone della Regione che si prestano a questo tipo di fruizione turistica e che sia necessario prevedere specifiche politiche di incentivo. Queste politiche possono riguardare sia gli aspetti strutturali degli immobili, sia la fruizione di servizi; ad esempio, si potrebbe pensare ad offrire gratuitamente a questi turisti stranieri le prestazioni del nostro servizio sanitario?

Un altro aspetto che ha costituito un oggetto del mio impegno politico in questa legislatura e che ritengo centrale per il decollo turistico della nostra regione riguarda un rafforzamento dei trasporti e soprattutto dello scalo di Caselle. L’Aeroporto di Torino ha registrato in questi anni una certa riduzione  del numero di voli e dei passeggeri imbarcati, ha perso collegamenti internazionali con i grandi hub, non è riuscito sino ad ora a diventare una base per una low cost importante. Va senz’altro rimarcato l’impegno della Regione, che ha destinato alla promozione di Caselle risorse non indifferenti. È ragionevole che siano utilizzate risorse pubbliche affinché l’aeroporto si orienti non solo alla redditività immediata, ma anche ad investimenti su tratte e compagnie aeree che possono contribuire allo sviluppo turistico del territorio. Il problema riguarda anche un diverso equilibrio nella governance dell’azienda che gestisce i servizi aeroportuali e che dovrebbe essere il motore dello sviluppo dell’aeroporto.  Sebbene vi sia una significativa partecipazione di capitale da parte dei soggetti pubblici territoriali, sino ad ora sono prevalsi gli interessi ad una redditività di corto periodo piuttosto che allo sviluppo del territorio.

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