Assegno unico per i figli a carico, ora non è solo una buona idea

foto: avvenire.it
foto: avvenire.it

Ci voleva un sostegno ufficiale politico del PD, che finora mancava. E’ arrivato domenica al Lingotto, dove Tommaso Nannicini, incaricato da Matteo Renzi di stendere il programma dopo aver raccolto buone idee, ha espressamente valutato il ddl come “importante lavoro”.

Sono passati quasi tre anni dalla data del deposito del mio disegno di legge, condiviso da cinquanta colleghi senatori, per il riordino e il potenziamento delle misure di sostegno per i figli a carico. Abbiamo approfondito, ottenuto attestazioni, fatto confronti e consultazioni, presentato emendamenti, incanalato il provvedimento in Commissione.

Da domani si comincia a votare in Commissione finanze. Non abbiamo ancora fatto nulla, ma ora siamo consapevoli che la proposta è davvero in campo. Lo dimostra il grande interesse che oggi quasi tutti i principali quotidiani (La Stampa, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Messaggero, Avvenire, L’Unità) hanno dedicato alla proposta.

Stefano Lepri

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4 Commenti

  1. Pietro

    Gentile Senatore Lepri,
    prima di tutto la ringrazio per il lavoro svolto e l’aver finalmente sollevato due tematiche, quella del sostegno alla famiglia e quella delle varie forme di lavoro, che da troppo tempo nel nostro paese sono state dimenticate.
    Io sono un libero professionista e mia moglie ha un assegno di ricerca in Università, abbiamo 5 meravigliosi figli, e come sicuramente avrà capito per il nostro paese siamo un nucleo famigliare non solo anomalo, ma inesistente per ogni forma di sostegno (dai famosi 80 euro agli assegni familiari …) non perché non ne rispettiamo i parametri reddituali ma per le nostre forme di lavoro.
    Appena ho letto della proposta di legge sono sobbalzato sulla sedia ed ho iniziato a fare simulazioni su cosa per noi vorrebbe dire. Alla fine sarebbe davvero la riparazione a un grande torto, con la vostra proposta anche per la mia famiglia sarebbe sostanzialmente garantito l’importo degli assegni che vengono concessi ad un lavoratore dipendente con i nostri redditi.

    Leggendo il precedente commento al suo post mi verrebbe da proporle solo di valutare un utilizzo più “massiccio” del parametro ISEE per sostenere maggiormente chi ha meno, e contemporaneamente la inviterei a chiedere una modifica dei coefficienti di divisione per l’ISEE appena citato, dal 3° figlio in avanti, che ogni bambino valga 0.35 come fattore divisorio è una cosa imbarazzante.

    Infine una richiesta, ci tenga aggiornati su come procede l’iter legislativo. Sono quasi due messi che non si hanno notizie, non ci faccia spegnere l’ennesima speranza.

    Cordialmente
    Pietro

  2. Luca Belletti

    Gent. Sen Lepri,
    sono un padre di una famiglia numerosa (ho sei figli, tutti minorenni) monoredditto, con un redditto di circa 25000 Euro l’anno. La Sua proposta comporterebbe nel mio caso una grave diminuzione dei sostegni annui di cui, attualmente, posso fortunatamwente beneficiare. Da un conto sommario perderei circa 400-500 euro al mese tenendo conto delle detrazioni, degli assegni famigliari, degli assegni per famiglie numerose. Non sono l’unico che si trova in questa situazione….capirà inoltre che con tali somme si permette ai miei figli la mera sopravvivenza…La invito a rilevare maggiori informazioni relative agli attuali sistemi di sostegno alle famiglie numerose al fine di poter predisporre emendamenti alla Sua proposta tali almeno da non penalizzare tali nuclei famigliari. La ringrazio per l’attenzione

  3. Margherita Bonessio

    Gentile Lepri, mi chiamo Margherita Bonessio, non posso spiegare con che emozione ho letto l’articolo di Avvenire sull’assegno unico per i figli. E’ quello che ho sempre pensato fosse necessario ma non avevo idea che qualcuno lo avesse immaginato esattamente negli stessi termini.
    Ho 63 anni e credo che una delle ingiustizie più grandi in Italia oggi sia il carico di una generazione (la mia) su quella dei giovani adulti, potrei, ma non ora, fare molti esempi al limite dello schiavismo (anche a motivo del mio lavoro).
    L’assegno familiare ai dipendenti poteva andare bene 20 anni fa, ora sono troppe le famiglie che non hanno un lavoro dipendente, arrivano con fatica e senza certezze alla fine del mese, ma sono lavoratori autonomi e non hanno diritto a nulla. Ben venga buttare a mare tutte le prebende, i bonus e garantire certezza e serenità a chi ha il coraggio di far nascere e crescere dei bambini. Non è possibile che l’Italia sia il paese con la più bassa natalità e ciò nonostante sia aumentata moltissimo la povertà infantile!!!
    Ora io dico perchè non ne sa niente nessuno di questo disegno di legge? Io leggo guasi regolarmente il corriere della sera e non ce n’è traccia, in televisione si parla di cose stupide o senza soluzione ma di questa proposta, fino ad oggi non ho sentito nulla.
    Mi sono anche chiesta se volutamente l’avete tenuta in ombra per non farla distruggere dagli attacchi che potrebbe scatenare? Comunque cosa possiamo fare per sostenerla? Dobbiamo rivolgerci ai giusti.
    Grazie
    Margherita Bonessio

    P.S. Comunque dica a Renzi, Bersani, Orlandi, Emiliano che io, vecchia e incallita elettrice del PD, avevo deciso di non andare a votare alle prossime elezioni. Una decisione sofferta ma ritenuta ineluttabile. Ora la sua proposta, se passa (senza se e senza ma) o comunque viene sostenuta con tutte le forze e l’impegno che merita mi ha fatto ritornare la speranza. Dobbiamo lavorare su quello che è possibile e questa è una cosa buona e giusta.

  4. Gianfranco

    Salve, non importa se il ddl è stato tirato fuori per riconquistare consenso elettorale, l’importante è che di faccia qualcosa per aiutare le famiglie in difficoltà. ..spero si voti al più prezto…ho 53 anni, disoccupato dal 2012…3 figli minori, di cui una bimba di 1 anno con invalidità. .mi vergogno di dover mandare avanti la famiglia con l’assegno del terzo figlio e l’indennità di frequenza della piccola…
    Buon lavoro

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