Mar 282012
 

 

La disponibilità dichiarata dall’assessore Monferino di accettare buona parte delle nostre richieste è un bel risultato per il nostro gruppo, che in modo compatto ha fatto opposizione di merito, senza mai cadere nell’ostruzionismo fine a se stesso.

Non mi stancherò di ricordare che la madre delle battaglie è stata la contrarietà a separare il territorio dagli ospedali, introducendo così anche in Piemonte il modello lombardo. Sventato quel tentativo già a dicembre, la nostra azione si è concentrata su molteplici indirizzi, che hanno portato al recepimento di oltre cento emendamenti presentati in commissione. Cito, tra gli altri, le misure per garantire l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate dentro le ASL o nelle ditte aggiudicatarie di affidamenti; la concessione di primi interventi di cura (in denaro o servizi) per le persone non autosufficienti già valutate dalle Unità di Valutazione Geriatrica o Handicap; la definizione di un unico organismo d’indirizzo politico dei sindaci per i distretti e l’ente gestore in forma associata dei servizi sociali.

Ieri abbiamo ottenuto altri importanti risultati: più chiarezza sul modo attraverso cui saranno gestite le aree di coordinamento sovrazonali (le cosiddette federazioni); la rinuncia alla costituzione di una nuova azienda 118; meccanismi incentivanti per far coincidere dal punto di vista dimensionale (almeno 70mila abitanti, tranne eccezioni) distretti e consorzi. E, soprattutto, l’impegno a garantire agli enti gestori dei servizi sociali le stesse risorse del 2011, cioè centodieci milioni, molti di più di quelli finora stanziati.

In questi giorni abbiamo ancora un notevole numero di emendamenti cui teniamo, ad esempio sulla vocazione di alcuni presidi ospedalieri.  Ma, fin d’ora, possiamo già dire che il nostro lavoro di opposizione responsabile è stato decisivo per rendere il Piano meno indigesto.

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