Genitorialità e natalità

Servizi per l’infanzia: ampliarli con la diversificazione. Per arrivare alla copertura di servizio prevista dal trattato di Lisbona (33% dei bambini inseriti in strutture per l’infanzia) il Piemonte dovrà articolare e diversificare i propri servizi – si vedano ad esempio le esperienze dei nidi in famiglia o delle Tagesmutter – e a tal fine valorizzare il ruolo innovativo dei soggetti privati, specie non profit.

Per un Piemonte delle “culle piene”. Un programma “culle piene” (contro il Piemonte delle “culle vuote” descritto da recenti ricerche) richiede di mettere a punto una misura – con selettività rispetto al reddito onde evitare il dispendio di risorse per le fasce medio alte -, semplice e immediata, che contribuisca a rimuovere il deterrente economico alla genitorialità. È necessario giungere, in modo graduale nel corso del mandato, ad un assegno alla natalità finanziato dalla Regione – salvo che nel corso del tempo tale obiettivo sia assorbito, come sarebbe ragionevole, dallo Stato – ferma restando la facoltà della famiglia di scegliere se impiegare tali risorse nell’acquisto di servizi o come compensazione del mancato reddito conseguente al ritiro / mancato accesso dal lavoro. Questo intervento è utile anche nell’ottica di unificare e semplificare le diverse procedure oggi previste per finanziare l’accesso ai servizi per la prima infanzia.

Tempi di vita e di lavoro. Va proseguita l’attenzione, nei diversi ambiti di politica regionale, a provvedimenti che tengano conto della necessità di conciliare tempi di vita e tempi di lavoro.

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