Per il diritto alla casa

Il 17 febbraio il Consiglio Regionale ha approvato la LR 17/2010 – Norme in materia di edilizia sociale. Ho seguito l’iter di questa legge sotto diversi aspetti; in particolare ho da ultimo presentato l’emendamento recepito dall’articolo 21 della legge, che riguarda la Riserva di alloggi per l’accompagnamento sociale, la custodia sociale e la mediazione dei conflitti

LR 17/2010 – Norme in materia di edilizia sociale

Art. 21 – Riserva di alloggi per l’accompagnamento sociale, la custodia sociale e la mediazione dei conflitti

1. Al fine di favorire processi di inclusione e coesione sociale, ridurre i rischi di conflitto tra inquilini, tutelare le persone non autosufficienti, contribuire a preservare il valore degli immobili e la loro funzionalità è prevista, previa regolamentazione da parte della Giunta regionale, una riserva di alloggi di edilizia sociale.

2. Le attribuzioni di tali alloggi, fino a una per scala, avverranno sulla base di specifici progetti presentati dagli enti locali o dalle ATC a favore di persone, nuclei o associazioni, individuati al di fuori dei criteri e delle graduatorie per l’accesso all’edilizia sociale, che mettano in atto con continuità azioni di accompagnamento sociale, custodia sociale e mediazione dei conflitti tra inquilini. Per le funzioni suindicate si potranno anche sviluppare programmi di servizio civile volontario e stipulare convenzioni con le università piemontesi, affidando alloggi di edilizia sociale a gruppi di studenti.

3. La Regione trasferisce agli enti locali o alle ATC risorse, ripartendole in modo uguale rispetto al numero di alloggi destinati allo scopo, per finanziarie le iniziative di reclutamento, formazione, coordinamento e verifica dell’operato dei soggetti individuati a svolgere le funzioni suindicate, nonché l’abbattimento, fino all’eventuale azzeramento, dei canoni d’affitto e delle utenze loro praticati.

4. I progetti devono almeno prevedere:

a) le modalità di reclutamento, selezione, coordinamento e verifica dei soggetti individuati a svolgere le funzioni suindicate, nonché la garanzia di una loro adeguata disponibilità di tempo;

b) l’integrazione del progetto con le politiche di inclusione e coesione sociale del territorio;

c) la revoca dell’attribuzione degli alloggi, nel caso in cui le funzioni previste non siano svolte con efficacia e continuità.

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